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Conoscere il Territorio

Gubbio è un comune di 32.998 abitanti della provincia di Perugia, in Umbria. 
La superficie del territorio comunale è la più vasta della regione e la settima in Italia.
Il suo territorio è suddiviso in 53 frazioni.
Il territorio, situato nel settore nord-orientale della regione, è classificato montano e racchiuso ad est dalla dorsale umbro-marchigiana e delimitato ad occidente dalla Valle del Tevere.

La valutazione del rischio territoriale prevede prevalentemente 3 scenari di rischio:

  • Rischio Sismico;

  • Rischio Meteo e Idrogeologico;

  • Rischio Incendio d’interfaccia;

  • Rischio Calore.


E’ importante conoscere i rischi del territorio in cui si vive e sapere quali sono i comportamenti corretti da tenere in caso si verifichino situazioni di emergenza.

Il Gruppo propone nelle prossime pagine alcune norme comportamentali e accorgimenti utili in caso di emergenza: 

Conoscere e seguire alcune semplici regole di comportamento può aumentare la nostra sicurezza nei confronti del terremoto. Il primo passo è guardarsi intorno e identificare nella nostra abitazione tutto ciò che in caso di terremoto può trasformarsi in un pericolo. La maggioranza delle persone pensa che le vittime di un terremoto siano provocate dal crollo degli edifici. In realtà, molte delle vittime sono ferite da oggetti che si rompono o cadono su di loro, come televisori, quadri, specchi, controsoffitti.
Alcuni accorgimenti poco costosi e semplici possono rendere più sicura la nostra casa. 

Prima del terremoto

  • Conoscere quale sia la classificazione sismica del territorio in cui vivi chiedendolo all’Ufficio Tecnico del tuo Comune o alla Regione. Tutte le nuove abitazioni, costruite dopo la data in cui il Comune è stato classificato, devono essere state costruite rispettando la normativa antisismica;

  • sapere se esiste un piano di protezione civile comunale e prendere visione di ciò che prevede (es. quale è l’area di raccolta per la popolazione, l’area degli insediamenti di emergenza, i mezzi a disposizione, ecc.), altrimenti sollecita il tuo Sindaco a provvedere;

  • conoscere come è stata costruita la casa in cui abiti e soprattutto verificare:

 se la casa è stata progettata e realizzata con criteri antisismici
 se sono stati fatti interventi per renderla più resistente
 se occorre intervenire per rinforzarla, anche utilizzando i fondi appositamente stanziati per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio

  • Organizzare un piano di emergenza famigliare ed assicurarti che:

 non vi siano oggetti pesanti su mensole o scaffali alti;
 gli arredi più pesanti siano ancorati al muro;
 in casa ci sia una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore e che tutti sappiano dove si trovano, tieni tutte queste cose a portata di mano in una borsa chiamata “Safety Bag”.

  • Prepara una lista dei componenti della famiglia, contenente anche numeri di telefono, gruppi sanguigni, medicine, malattie, allergie, e tutto quello che può essere utile sapere ai soccorritori;

  • Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto;

  • A scuola o sul luogo di lavoro informati se è stato predisposto un piano di emergenza. Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza.


Durante il terremoto 

  • Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave. Ti può proteggere da eventuali crolli.

  • Riparati sotto un tavolo. E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso.

  • Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore. Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire. 

  • Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami. 

  • Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche. Potrebbero crollare.

  • Stai lontano da impianti industriali e linee elettriche. E’ possibile che si verifichino incidenti.

  • Stai lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine. Si possono verificare onde di tsunami.

  • Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli.

  • Evita di usare il telefono e l’automobile. E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi.


Dopo il terremoto

  • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te. Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso.

  • Non cercare di muovere persone ferite gravemente. Potresti aggravare le loro condizioni.

  • Esci con prudenza indossando le scarpe. In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci.

 


Cosa fa lo STATO per aiutarti?

Dal 2009, dopo il terremoto dell’Aquila, lo Stato ha avviato un piano nazionale per la prevenzione sismica, che prevede lo stanziamento alle Regioni di circa um miliardo di euro in sette anni con diverse finalità:

  • Indagini di microzonazione sismicaper individuare le aree che possono amplificare lo scuotimento del terremoto;

  • interventi per rendere più sicuri gli edifici pubblici strategici e rilevanti;

  • incentivi per interventi di miglioramento sismico diedifici privati.


Per maggiori informazioni rivolgersi agli uffici tecnici del proprio Comune. 
Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico (art. 11 della legge 77/2009)
OCDPC 52/2013
Finanziamenti 21/02/15: Link Regione Umbria

 


La sicurezza della tua Casa

E’ importante sapere quando e come è stata costruita la tua casa, su quale tipo di terreno, con quali materiali. 
E soprattutto se è stata successivamente modificata rispettando le norme sismiche.
Se hai qualche dubbio o se vuoi saperne di più, puoi rivolgerti all’ufficio tecnico del tuo Comune oppure ad un tecnico di fiducia.
Le cose da sapere sono:
 Materiale dei MURI (cemento armato, mattoni, pietre, …)
Tetto solai (cemento, legno, a travi, a volta, …)
 Anno di Progettazione e Costruzione dell’edificio (nuovo, vecchio, vecchio, …)

 


Cosa devi fare per la tua Sicurezza?

A volte basta rinforzare i muri portanti o migliorare i collegamenti fra pareti e solai: per fare la scelta giusta fatti consigliare da un tecnico esperto.
La
 RIDUZIONE DELLA VULNERABILITA’ DI UN EDIFICIO si può realizzare tramite:

  • interventi di adeguamento sismico dinalizzato a dare all’edificio lo stesso livello di sicurezza previsto per gli edifici nuovi dalle norme tecniche vigenti;

  • interventi di miglioramento sismico finalizzati ad aumentare complessivamente la sicurezza strutturale esistente, senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle norme vigenti;

  • Riparazioni interventi locali di rafforzamento che interessano elementi isolati, e che comunque portano ad un miglioramento delle condizioni di sicurezza.

 


Cosa fare FIN DA SUBITO

  • Allontana mobili pesanti da letti o divani;

  • Fissa alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti; appendi quadri e specchi con ganci chiusi, che impediscano loro di staccarsi dalla parete;

  • Metti gli oggetti pesanti sui ripiani bassi delle scaffalature; su quelli alti, puoi fissare gli oggetti con del nastro biadesivo;

  • In cucina, utilizza un fermo per l’apertura degli sportelli dei mobili dove sono contenuti piatti e bicchieri, in modo che non si aprano durante la scossa;

  • Impara dove sono e come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e l’interruttore generale della luce;

  • Individua i punti sicuri dell’abitazione, dove ripararti in caso di terremoto: i vani delle porte, gli angoli delle pareti, sotto il tavolo o sotto il letto;

  • Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, e assicurati che ognuno sappia dove sono;

  • Informati se esiste e cosa prevede il Piano di Protezione Civile del tuo comune, se non c’è, pretendi che sia predisposto, così da sapere come comportarti in caso di emergenza;

  • Elimina infine tutte le situazioni che, in caso di terremoto, possono rappresentare un pericolo per te o i tuoi familiari.

Fonte: Sito del Dipartimento della Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Conoscere un fenomeno è il primo passo per imparare ad affrontarlo nel modo più corretto e a difendersi da eventuali pericoli. In questa sezione riportiamo i comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo fenomeni meteo-idrogeologici e idraulici. Scopri cosa fare: Vi ricordiamo che quando viene dichiarato lo stato di emergenza potrete trovare informazioni contattando il COC (centro operativo comunale) istituito dal comune. Per maggiori dettagli controllate la sezione Comunicati Stampa del Comune di Gubbio.

In caso di Alluvione

Ascolta la radio, cerca su internet o guarda la televisione per sapere se sono stati emessi avvisi di condizioni meteorologiche avverse o di allerte di protezione civile. Ricorda che durante e dopo le alluvioni, l’acqua dei fiumi è fortemente inquinata e trasporta detriti galleggianti che possono colpirti. Inoltre, macchine e materiali possono ostruire temporaneamente vie o passaggi che cedono all’improvviso. Poni al sicuro la tua automobile in zone non raggiungibili dall’allagamento nei tempi e nei modi individuati nel piano di emergenza del tuo Comune. In ogni caso, segui le indicazioni della protezione civile del tuo Comune. Prima È utile avere sempre a disposizione una torcia elettrica e una radio a batterie, per sintonizzarsi sulle stazioni locali e ascoltare eventuali segnalazioni utili; Metti in salvo i beni collocati in locali allagabili, solo se sei in condizioni di massima sicurezza; Assicurati che tutte le persone potenzialmente a rischio siano al corrente della situazione; Se abiti a un piano alto, offri ospitalità a chi abita ai piani sottostanti e viceversa se risiedi ai piani bassi, chiedi ospitalità; Poni delle paratie a protezione dei locali situati al piano strada e chiudi o blocca le porte di cantine o seminterrati; Se non corri il rischio di allagamento, rimani preferibilmente in casa; Ricorda a tutti i componenti della famiglia i comportamenti da adottare in caso di emergenza, come chiudere il gas o telefonare ai numeri di soccorso. Durante In casa
  • Chiudi il gas, l’impianto di riscaldamento e quello elettrico. Presta attenzione a non venire a contatto con la corrente elettrica con mani e piedi bagnati;
  • Sali ai piani superiori senza usare l’ascensore;
  • Non scendere assolutamente nelle cantine e nei garage per salvare oggetti o scorte;
  • Non cercare di mettere in salvo la tua auto o i mezzi agricoli: c’è pericolo di rimanere bloccati dai detriti e di essere travolti da correnti;
  • Mantieni la calma;
  • Aiuta i disabili e gli anziani del tuo edificio a mettersi al sicuro;
  • Non bere acqua dal rubinetto di casa: potrebbe essere inquinata.
Fuori casa
  • Evita l’uso dell’automobile se non in casi strettamente necessari;
  • Se sei in auto, non tentare di raggiungere comunque la destinazione prevista. Allontanati il più possibile dalla zona allagata e se puoi trova riparo in un edificio sicuro;
  • Evita di transitare o sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua, sopra ponti o passerelle;
  • Evita i sottopassi perché si possono allagare facilmente;
  • Se sei in gita o in escursione, affidati a chi è del luogo: potrebbe conoscere delle aree sicure;
  • Allontanati verso i luoghi più elevati e non andare mai verso il basso;
  • Evita di passare sotto scarpate naturali o artificiali;
  • Non ripararti sotto alberi isolati perché durante un temporale potrebbero attirare fulmini;
  • Usa il telefono solo per casi di effettiva necessità per evitare sovraccarichi delle linee.
Dopo  
  • Raggiunta la zona sicura, presta la massima attenzione alle indicazioni fornite dalle autorità di protezione civile, attraverso radio, TV e automezzi ben identificabili della protezione civile;
  • Evita il contatto con le acque. Spesso l’acqua può essere inquinata da petrolio, nafta o da acque di scarico. Inoltre può essere carica elettricamente per la presenza di linee elettriche interrate;
  • Fai attenzione alle zone dove l’acqua si è ritirata. Il fondo delle strade può essere indebolito e potrebbe collassare sotto il peso di un’ automobile;
  • Getta i cibi che sono stati in contatto con le acque dell’alluvione;
  • Presta attenzione ai servizi, alle fosse settiche, ai pozzi danneggiati. I sistemi di scarico danneggiati sono serie fonti di rischio.
  • Da tenere a portata di mano è utile inoltre avere sempre in casa, riuniti in un punto noto a tutti i componenti della famiglia, oggetti di fondamentale importanza in caso di emergenza quali:
 Kit di pronto soccorso + medicinali; – Generi alimentari non deperibili; – Scarpe pesanti; – Scorta di acqua potabile; – Vestiario pesante di ricambio; – Impermeabili leggeri o cerate; – Torcia elettrica con pila di riserva; – Radio e pile con riserva; – Coltello multiuso; – Fotocopia documenti di identità; – Chiavi di casa; – Valori (contanti, preziosi); – Carta e penna.

In caso di Frana

Ascolta la radio, cerca su internet o guarda la televisione per sapere se sono stati emessi avvisi di condizioni meteorologiche avverse o di allerte di protezione civile. Anche durante e dopo l’evento è importante ascoltare la radio o guardare la televisione per conoscere l’evoluzione degli eventi
Ricorda che in caso di frana non ci sono case o muri che possano arrestarla. Soltanto un luogo più elevato ti può dare sicurezza.Spesso le frane si muovono in modo repentino, come le colate di fango: evita di transitare nei pressi di aree già sottoposte a movimenti del terreno, in particolar modo durante temporali o piogge violente. Prima
  • Contatta il tuo Comune o consulta il piano del rischio idrogeologico per sapere se nel territorio comunale sono presenti aree a rischio di frana;
  • Stando in condizioni di sicurezza, osserva il terreno nelle tue vicinanze per rilevare la presenza di piccole frane o di piccole variazioni del terreno: in alcuni casi, piccole modifiche della morfologia possono essere considerate precursori di eventi franosi;
  • In alcuni casi, prima delle frane sono visibili sulle costruzioni alcune lesioni e fratture; alcuni muri tendono a ruotare o traslare;
  • Allontanati dai corsi d’acqua o dai solchi di torrenti nelle quali vi può essere la possibilità di scorrimento di colate rapide di fango.
Durante
  • Se la frana viene verso di te o se è sotto di te, allontanati il più velocemente possibile, cercando di raggiungere un posto più elevato o stabile;
  • Se non è possibile scappare, rannicchiati il più possibile su te stesso e proteggi la tua testa;
  • Guarda sempre verso la frana facendo attenzione a pietre o ad altri oggetti che, rimbalzando, ti potrebbero colpire;
  • Non soffermarti sotto pali o tralicci: potrebbero crollare o cadere;
  • Non avvicinarti al ciglio di una frana perché è instabile;
  • Se stai percorrendo una strada e ti imbatti in una frana appena caduta, cerca di segnalare il pericolo alle altre automobili che potrebbero sopraggiungere.
Dopo 
  • Controlla velocamente se ci sono feriti o persone intrappolate nell’area in frana, senza entrarvi direttamente. In questo caso, segnala la presenza di queste persone ai soccorritori;
  • Subito dopo allontanati dall’area in frana. Può esservi il rischio di altri movimenti del terreno;
  • Verifica se vi sono persone che necessitano assistenza, in particolar modo bambini, anziani e persone disabili;
  • Le frane possono spesso provocare la rottura di linee elettriche, del gas e dell’acqua, insieme all’interruzione di strade e ferrovie. Segnala eventuali interruzioni alle autorità competenti;
  • Nel caso di perdita di gas da un palazzo, non entrare per chiudere il rubinetto. Verifica se vi è un interruttore generale fuori dall’abitazione ed in questo caso chiudilo. Segnala questa notizia ai Vigili del Fuoco o ad altro personale specializzato.

In caso di Temporali e Fulmini

In caso di temporale In generale, devi tener conto della rapidità con cui le nubi temporalesche si sviluppano e si accrescono, e conducono quindi il temporale a raggiungere il momento della sua massima intensità senza lasciare molto tempo a disposizione per guadagnare riparo. Prima
  • Verifica le condizioni meteorologiche già nella fase di pianificazione di una attività all’aperto, come una scampagnata, una giornata di pesca, un’escursione o una via alpinistica, leggendo in anticipo i bollettini di previsione emessi dagli uffici meteorologici competenti, che fra le tante informazioni segnalano anche se la situazione sarà più o meno favorevole allo sviluppo di temporali nella zona e nella giornata che ti interessa;
  • ricordati che la localizzazione e la tempistica di questi fenomeni sono impossibili da determinare nel dettaglio con un sufficiente anticipo: il quadro generale tracciato dai bollettini di previsione, quindi, va sempre integrato con le osservazioni in tempo reale e a livello locale.
In ambiente esposto, mentre inizia a lampeggiare e/o a tuonare
  • se vedi i lampi, specie nelle ore crepuscolari e notturne, anche a decine di chilometri di distanza, il temporale può essere ancora lontano. In questo caso allontanati velocemente;
  • se senti i tuoni, il temporale è a pochi chilometri, e quindi è ormai prossimo.
Al sopraggiungere di un temporale
  • osserva costantemente le condizioni atmosferiche, in particolare poni attenzione all’eventuale presenza di segnali precursori dell’imminente arrivo di un temporale:
 se sono presenti in cielo nubi cumuliformi che iniziano ad acquisire sporgenze molto sviluppate verticalmente, e magari la giornata in valle è calda ed afosa, nelle ore che seguono è meglio evitare ambienti aperti ed esposti (come una cresta montuosa o la riva del mare o del lago); – rivedi i programmi della tua giornata: in alcuni casi questa precauzione potrà, a posteriori, rivelarsi una cautela eccessiva, dato che un segnale precursore non fornisce la certezza assoluta dell’imminenza di un temporale, o magari quest’ultimo si svilupperà a qualche chilometro di distanza senza coinvolgere la località in cui ti trovi, ma non bisogna mai dimenticare che non c’è modo di prevedere con esattezza questa evoluzione, e quando il cielo dovesse tendere a scurirsi più decisamente, fino a presentare i classici connotati cupi e minacciosi che annunciano con certezza l’arrivo del temporale, a quel punto il tempo a disposizione per mettersi in sicurezza sarà molto poco, nella maggior parte dei casi insufficiente.

In caso di fulmini, associati ai temporali Associati ai temporali, i fulmini rappresentano uno dei pericolo più temibili. La maggior parte degli incidenti causati dai fulmini si verifica all’aperto: la montagna è il luogo più a rischio, ma lo sono anche tutti i luoghi esposti, specie in presenza dell’acqua, come le spiagge, i moli, i pontili, le piscine situate all’esterno. In realtà esiste un certo rischio connesso ai fulmini anche al chiuso. Una nube temporalesca può dar luogo a fulminazioni anche senza apportare necessariamente precipitazioni. All’aperto resta lontano da punti che sporgono sensibilmente, come pali o alberi: non cercare riparo dalla pioggia sotto questi ultimi, specie se d’alto fusto o comunque più elevati della vegetazione circostante; evita il contatto con oggetti dotati di buona conduttività elettrica; togliti di dosso oggetti metallici (anelli, collane, orecchini e monili che in genere possono causare bruciature); resta lontano anche dai tralicci dell’alta tensione, attraverso i quali i fulmini, attirati dai cavi elettrici, rischiano di scaricarsi a terra. E in particolare, se vieni sorpreso da un temporale: In montagna
  • scendi di quota, evitando in particolare la permanenza su percorsi particolarmente esposti, come creste o vette, ed interrompendo immediatamente eventuali ascensioni in parete, per guadagnare prima possibile un percorso a quote inferiori, meglio se muovendoti lungo conche o aree depresse del terreno;
  • cerca se possibile riparo all’interno di una grotta, lontano dalla soglia e dalle pareti della stessa, o di una costruzione, in mancanza di meglio anche un bivacco o fienile, sempre mantenendo una certa distanza dalle pareti;
  • una volta guadagnato un riparo – oppure se si è costretti a sostare all’aperto:- accovacciati a piedi uniti, rendendo minima tanto la tua estensione verticale, per evitare di trasformarti in parafulmini, quanto il punto di contatto con il suolo, per ridurre l’intensità della corrente in grado di attraversare il tuo corpo.- evita di sdraiarti o sederti per terra, e resta a distanza di una decina di metri da altre persone che sono con te.
  • tieniti alla larga dai percorsi di montagna attrezzati con funi e scale metalliche, e da altre situazioni analoghe;
  • se hai tempo, cerca riparo all’interno dell’automobile, con portiere e finestrini rigorosamente chiusi e antenna della radio possibilmente abbassata.
  • liberati di piccozze e sci.
Al mare o al lago
  • evita qualsiasi contatto o vicinanza con l’acqua, che offre percorsi a bassa resistenza, e quindi privilegiati, alla diffusione delle cariche elettriche: il fulmine, infatti, può causare gravi danni anche per folgorazione indiretta, dovuta alla dispersione della scarica che si trasmette fino ad alcune decine di metri dal punto colpito direttamente;
  • esci immediatamente dall’acqua;
  • allontanati dalla riva, così come dal bordo di una piscina all’aperto;
  • liberati di ombrelli, ombrelloni, canne da pesca e qualsiasi altro oggetto appuntito di medie o grandi dimensioni.
In campeggio
  • Durante il temporale, è preferibile ripararsi in una struttura in muratura, come i servizi del camping.
  • Se ti trovi all’interno di tende e ti è impossibile ripararti altrove:
 evita di toccare le strutture metalliche e le pareti della tenda; – evita il contatto con oggetti metallici collegati all’impianto elettrico (es. condizionatori); sarebbe comunque opportuno togliere l’alimentazione dalle apparecchiature elettriche; – isolati dal terreno con qualsiasi materiale isolante a disposizione. In casa
  • Il rischio connesso ai fulmini è fortemente ridotto, segui comunque alcune semplici regole durante il temporale:
  • evita di utilizzare tutte le apparecchiature connesse alla rete elettrica ed il telefono fisso;
  • lascia spenti (meglio ancora staccando la spina), in particolare, televisore, computer ed elettrodomestici;
  • non toccare gli elementi metallici collegati all’esterno, come condutture, tubature, caloriferi ed impianto elettrico;
  • evita il contatto con l’acqua (rimandare al termine del temporale operazioni come lavare i piatti o farsi la doccia, nella maggior parte dei casi basta pazientare una o due ore);
  • non sostare sotto tettoie e balconi, riparati invece all’interno dell’edificio mantenendoti a distanza da pareti, porte e finestre, assicurandoti che queste ultime siano chiuse.

In Caso di Trombe d’Aria

I tornado, mulinelli neri che triturano alberi e case al loro passaggio, sono un fenomeno meteorologico comune anche in Italia: «In base ai dati presentati al convegno sui fenomeni atmosferici violenti (Spagna 2004) è emerso quasi a sorpresa che in molte regioni italiane i tornado sono frequenti, anche se di intensità minore rispetto agli Stati Uniti», dice Fulvio Stel, dell’osservatorio meteorologico regionale del Friuli-Venezia Giulia (Osmer). Poi puntualizza: «Non è però facile fare il confronto con il passato perché i dati sono scarsi».

Come si forma una tromba d’aria? Giornali e televisioni li chiamano trombe d’aria e, in effetti, per chi li vede a grande distanza appaiono come una sottile colonna di aria, goccioline d’acqua e detriti in violenta rotazione che sembra collegare al suolo una grande nube nera. L’aria in rotazione può raggiungere anche i 500 km/h ed esercitare sugli oggetti presenti a terra una pressione pari a una tonnellata per metro quadrato. Nel raggio di azione di un tornado (2 o 3 km) agiscono poi le forze determinate dall’aria calda che sale (correnti ascensionali): possono raggiungere velocità di 300 km/h e sollevare da terra perfino una locomotiva o una casa. Per quanto riguarda il nostro Paese, i dati parlano chiaro: «Regioni come la Lombardia, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna, la Puglia e la Sicilia sono a rischio di tornado violenti, anche se le più colpite sono le coste tirreniche», dice Mauro Giovannoni, della società Geodata. Cosa fare durante una tromba d’aria: 1. Stare lontani da porte e finestre, facilmente frantumate dalla violenza del vento; 2. Non rifugiarsi in mansarda perché il tetto viene di solito divelto dalla furia del vento; 3. Rintanarsi ai piani più bassi; 4. Staccare luce e gas per evitare corti circuiti e perdite di gas, per i danni provocati dal vento; 5. Non toccare i rubinetti dell’acqua perché i fulmini del temporale che genera la tromba, si propagano attraverso le condutture metalliche; 6. Allontanarsi e stare lontani da alberi, pali alti, strutture metalliche, distese liquide, perché attirano i fulmini; 7. Non ripararsi a ridosso dei muri perimetrali di case o strade perché possono crollare sotto la spinta del vento; 8. Non rifugiarsi in strutture prefabbricate – come per esempio i centri commerciali – perché in genere non sopportano la furia di una tromba d’aria; 9. Abbandonare auto o roulotte, perché possono essere trascinate via dal vento; 10. In mancanza di idonei rifugi, distendersi supini a terra, negli avvallamenti del terreno.

(Fonte Focus.it)


In caso di Neve e Gelo

Prima
  • Informati sull’evoluzione della situazione meteo, ascoltando i telegiornali o i radiogiornali locali;
  • Procurati l’attrezzatura necessaria contro neve e gelo o verificane lo stato: pala e scorte di sale sono strumenti indispensabili per la tua abitazione o per il tuo esercizio commerciale;
  • Presta attenzione alla tua auto che, in inverno più che mai, deve essere pronta per affrontare neve e ghiaccio;
  • Monta pneumatici da neve, consigliabili per chi viaggia d’inverno in zone con basse temperature, oppure porta a bordo catene da neve, preferibilmente a montaggio rapido;
  • Fai qualche prova di montaggio delle catene: meglio imparare ad usarle prima, piuttosto che trovarsi in difficoltà sotto una fitta nevicata;
  • Controlla che ci sia il liquido antigelo nell’acqua del radiatore;
  • Verifica lo stato della batteria e l’efficienza delle spazzole dei tergicristalli;
  • Non dimenticare di tenere in auto i cavi per l’accensione forzata, pinze, torcia e guanti da lavoro.
Durante
  • Verifica la capacità di carico della copertura del tuo stabile (casa, capannone o altra struttura). L’accumulo di neve e ghiaccio sul tetto potrebbe provocare crolli;
  • Preoccupati di togliere la neve dal tuo accesso privato o dal tuo passo carraio. Non buttarla in strada, potresti intralciare il lavoro dei mezzi spazzaneve;
  • Se puoi, evita di utilizzare l’auto quando nevica e, se possibile, lasciala in garage. Riducendo il traffico e il numero di mezzi in sosta su strade e aree pubbliche, agevolerai molto le operazioni di sgombero neve.
  • Se sei costretto a prendere l’auto segui queste piccole regole di buon senso:
 Libera interamente l’auto e non solo i finestrini dalla neve; – Tieni accese le luci per renderti più visibile sulla strada; – Mantieni una velocità ridotta, usando marce basse per evitare il più possibile le frenate. Prediligi, piuttosto, l’utilizzo del freno motore; – Evita manovre brusche e sterzate improvvise; – Accelera dolcemente e aumenta la distanza di sicurezza dal veicolo che ti precede; – Ricorda che in salita è essenziale procedere senza mai arrestarsi. Una volta fermi è difficile ripartire e la sosta forzata della tua auto può intralciare il transito degli altri veicoli; – Parcheggia correttamente la tua auto in maniera che non ostacoli il lavori dei mezzi sgombraneve; – Presta particolare attenzione ai lastroni di neve che, soprattutto nella fase di disgelo, si possono staccare dai tetti; – Non utilizzare mezzi di trasporto a due ruote. Dopo
  • Ricorda che, dopo la nevicata, è possibile la formazione di ghiaccio sia sulle strade che sui marciapiedi. Presta quindi attenzione al fondo stradale, guidando con particolare prudenza;
  • Se ti sposti a piedi scegli con cura le tue scarpe per evitare cadute e scivoloni e muoviti con cautela.
Informazioni per i viaggiatori:  Chi viaggia può costantemente informarsi sulle condizioni di percorribilità di strade e autostrade chiamando il numero gratuito 1518 del CCISS o consultando il sito www.cciss.it e mobile.cciss.it da smartphone e palmari; Gli utenti inoltre, possono seguire le trasmissioni di Isoradio (FM 103.3) e i notiziari di Onda Verde (su Radio 1, 2 e 3). Per quanto riguarda la circolazione dei treni, informazioni su possibili variazioni è possibile consultare www.fsitaliane.it e www.trenitalia.com

Un incendio boschivo è un fuoco che tende ad espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate che si trovano all’interno delle stesse aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi alle aree (art. 2 della Legge n. 353 del 2000).

Un incendio boschivo è un fuoco che si propaga provocando danni alla vegetazione e agli insediamenti umani. In quest’ultimo caso, quando il fuoco si trova vicino a case, edifici o luoghi frequentati da persone, si parla di incendi di interfaccia. Più propriamente, per interfaccia urbano-rurale si definiscono quelle zone, aree o fasce, nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta: sono quei luoghi geografici dove il sistema urbano e naturale si incontrano e interagiscono.

Tutte le regioni italiane sono interessate dagli incendi, anche se con gravità differente e in periodi diversi dell’anno. Le condizioni ambientali e climatiche della penisola italiana favoriscono lo sviluppo di focolai principalmente in due stagioni dell’anno. Nelle regioni settentrionali dell’arco alpino – ma anche nelle zone appenniniche in alta quota – gli incendi boschivi si sviluppano prevalentemente nella stagione invernale – primaverile, la più siccitosa, quando la vegetazione è stata seccata dal gelo. Mentre in estate i frequenti temporali riducono il rischio di incendio.

Al contrario, nelle regioni peninsulari centro – meridionali, dove il clima è mediterraneo, il fuoco si sviluppa prevalentemente nella stagione estiva, calda e siccitosa. Alcune regioni italiane sono interessate dal fenomeno sia durante la stagione invernale sia durante la stagione estiva.

 

CURIOSITA’:
In base ai dati del Corpo Forestale dello Stato:

  • il 54% degli incendi viene appiccato volontariamente (cause dolose),

  • il 25% è dovuto a chi usa il fuoco senza le dovute precauzioni (cause colpose), 

  • il 20% a cause ignote

  • solo l’1% può essere attribuito a cause accidentali e/o naturali.

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Sapere cosa fare e come comportarsi quando ci si trova in una situazione di rischio è fondamentale per aiutare e proteggere se stessi e facilitare il lavoro dei soccorritori. Adottare comportamenti corretti per evitare di provocare un incendio è importante quanto sapere come vigilare e avvisare i soccorritori in caso di necessità. Di seguito alcune indicazioni su cosa fare in caso di incendio boschivo.

In caso di Incendio Boschivo

Spegnere un incendio boschivo è estremamente difficile e dispendioso, occorrono giorni e giorni prima di riuscire a spegnere completamente le fiamme e i danni arrecati all’ambiente e agli animali sono incalcolabili. Per questo motivo in caso di incendio boschivo i nostri comportamenti sono estremamente importanti.
Parola chiave 
PREVENZIONE!

Per evitare un incendio:

  • non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi, possono incendiare l’erba secca;

  • non accendere fuochi nel bosco. Usa solo le aree attrezzate. Non abbandonare mai il fuoco e prima di andare via accertati che sia completamente spento;

  • se devi parcheggiare l’auto accertati che la marmitta non sia a contatto con l’erba secca. La marmitta calda potrebbe incendiare facilmente l’erba;

  • non abbandonare i rifiuti nei boschi e nelle discariche abusive. Sono un pericoloso combustibile;

  • Nel “periodo di grave pericolosità”, definito dalla Regione in funzione dell’andamento stagionale, l’uso del fuoco per bruciare residui agricoli come stoppie o ramaglie è vietato;


Come comportarsi in caso di Incendio Boschivo:

Nel caso ci si trovasse in un bosco investito da un incendio è importante seguire alcuni semplici comportamenti.

  • se avvisti delle fiamme o anche solo del fumo telefona al 1515 per dare l’allarme. Non pensare che altri l’abbiano già fatto. Fornisci le indicazioni necessarie per localizzare l’incendio;

  • cerca una via di fuga sicura: una strada o un corso d’acqua. Non fermarti in luoghi verso i quali soffia il vento. Potresti rimanere imprigionato tra le fiamme e non avere più una via di fuga;

  • stenditi a terra in un luogo dove non c’è vegetazione incendiabile. Il fumo tende a salire e in questo modo eviti di respirarlo;

  • se non hai altra scelta, cerca di attraversare il fuoco dove è meno intenso per passare dalla parte già bruciata. Ti porti così in un luogo sicuro; 

  • l’incendio non è uno spettacolo, non sostare lungo le strade. Intralceresti i soccorsi e le comunicazioni necessarie per gestire l’emergenza. 


Se il fumo si allontana da noi:

Significa che il fuoco si sta dirigendo in direzione opposta rispetto a dove ci troviamo. 
Le prime ed uniche azioni da fare sono:

  • mettersi in salvo;

  • dare l’allarme telefonando dal primo posto telefonico raggiungibile ad uno dei seguenti numeri:

  • 075.5045664 SOUP

  • 1515 CFS

  • 115 Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

  • 113 Soccorso pubblico


Se il fumo viene nella nostra direzione:

Significa che l’incendio si sta spostando verso di noi.
Se si vuole evitare di andare incontro all’incendio è bene muoversi con il vento alle spalle, tenendo comunque conto che in collina o in montagna il fuoco tende generalmente a risalire il pendio.


Se ci troviamo vicino ad un fiume, un torrente o un fosso e il fuoco ci incalza:

E’ bene immergersi o bagnarsi per superare meglio eventuali zone surriscaldate


Se il fumo si fa denso:

Evitare di inalarlo direttamente sistemandosi un fazzoletto, possibilmenteumido, davanti a naso e bocca. Ci si può stendere al suolo, poiché il fumo non arriva fino al livello del terreno ed è quindi possibile respirare meglio.


Se la respirazione diviene difficile:

Ci si può stendere al suolo, poiché il fumo non arriva fino al livello del terreno ed è quindi possibile respirare meglio.


Qualche consiglio in caso di ustioni:

  • liberare l’ustionato dagli indumenti bruciati, tagliandoli e non sfilandoli, per non aggravare la situazione;

  • non toccare per nessun motivo la parte ustionata;

  • detergere con acqua fresca e proteggere con una fasciatura d’emergenza, da effettuarsi con panni quanto più possibile puliti, per evitare infezioni;

  • se necessario, dissetare l’ustionato, ma solo con acqua.


Un consiglio sempre valido:

Se ci si reca in aree forestali che non si conoscono bene è buona regola procurarsi una cartina topograficadella zona e lasciare i mezzi di trasporto (motorino, auto, bus) in prossimità di strade che abbiano almeno due alternative di uscita.

Cosa sono le ondate di calore

Le ondate di calore sono condizioni meteorologiche estreme che si verificano durante la stagione estiva, caratterizzate da temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, che possono durare giorni o settimane. 

L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia – WMO, World Meteorological Organization, non ha formulato una definizione standard di ondata di calore e, in diversi paesi, la definizione si basa sul superamento di valori soglia di temperatura definiti attraverso l’identificazione dei valori più alti osservati nella serie storica dei dati registrati in una specifica area.

Un’ondata di calore è definita in relazione alle condizioni climatiche di una specifica area e non è quindi possibile definire una temperatura-soglia di rischio valida a tutte le latitudini.

Oltre ai valori di temperatura e di umidità relativa, le ondate di calore sono definite dalla loro durata. E’ stato infatti dimostrato che periodi prolungati di condizioni metereologiche estreme hanno un impatto sulla salute maggiore rispetto a giorni isolati con le stesse condizioni metereologiche.

Il Ministero della salute, per fronteggiare l’emergenza caldo, ha attivato, a partire dal 6 luglio 2015 il numero di pubblica utilità 1500 Estate sicura, come vincere il caldo“.
Il servizio è gratuito e attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00, sabato e domenica compresi.

Al numero 1500 risponde personale altamente qualificato e appositamente formato, in grado di soddisfare le richieste di informazione di base, e anche dirigenti sanitari (medici, veterinari, farmacisti, chimici, biologi e psicologi), per soddisfare le richieste più complesse.

Per saperne di più chiama il 1500

I rischi per la salute

Il caldo causa problemi alla salute nel momento in cui altera il sistema di regolazione della temperatura corporea. Normalmente il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni ambientali questo meccanismo non è sufficiente.
Se, ad esempio, il tasso di umidità è molto alto, il sudore evapora lentamente e quindi il corpo non si raffredda in maniera efficiente e la temperatura corporea può aumentare fino a valori così elevati da danneggiare organi vitali.
La capacità di termoregolazione di una persona è condizionata da fattori come l’età, le condizioni di salute, l’assunzione di farmaci.

I soggetti a rischio

  • Le persone anziane o non autosufficienti
  • Le persone che assumono regolarmente farmaci
  • I neonati e i bambini piccoli
  • Chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all’aria aperta

I consigli per difendersi dal caldo

  • Esposizione  Durante i giorni in cui è previsto un rischio elevato, livello 2 o 3, e per le successive 24 o 36 ore, vi consigliamo di non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti.
  • In Casa  Per proteggersi dal calore del sole utilizzate tende o persiane e mantenete il climatizzatore a 25-27 gradi. Se usate un ventilatore non indirizzatelo direttamente sul corpo.
  • Alimentazione – È importante bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina. Vi raccomandiamo di consumare pasti leggeri.
  • Abbigliamento – Vi consigliamo di indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche. Se avete una persona in casa malata fate attenzione che non sia troppo coperta.

Cosa fare in caso di Ondate di Calore

  • Evita di stare all’aria aperta tra le ore 12 e le 18. Sono le ore più calde della giornata
  • Fai bagni e docce d’acqua fredda per ridurre la temperatura corporea
  • Scherma i vetri delle finestre con persiane, veneziane o tende per evitare il riscaldamento dell’ambiente
  • Bevi molta acqua. Gli anziani devono bere anche in assenza di stimolo della sete. Anche se non hai sete, il tuo corpo potrebbe avere bisogno di acqua
  • Evita bevande alcolicheconsuma pasti leggerimangia frutta e verdure fresche. Alcolici e pasti pesanti aumentano la produzione di calore nel corpo
  • Indossa vestiti leggeri e comodi, in fibre naturali. Gli abiti in fibre sintetiche impediscono la traspirazione, quindi la dispersione di calore
  • Accertati delle condizioni di salute di parenti, vicini e amici che vivono soli e offri aiuto. Perché molte vittime delle ondate di calore sono persone sole
  • Soggiorna anche solo per alcune ore in luoghi climatizzati. Per ridurre l’esposizione alle alte temperature

Sistema Nazionale di Previsione Allarme

Il Ministero della salute attiva ogni estate da giugno a settembre il Sistema nazionale di previsione allarme, con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio, Centro di competenza del Dipartimento della protezione civile.

Il sistema permette la previsione, sorveglianza e prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione.
In 27 città italiane (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo), consente di individuare, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche che possono avere un impatto significativo sulla salute dei soggetti vulnerabili.
In base a questi modelli vengono elaborati dei bollettini giornalieri per ogni città, in cui sono comunicati i possibili effetti sulla salute delle condizioni meteorologiche previste a 24, 48 e 72 ore.
I bollettini sono inviati ai centri locali individuati dalle Amministrazioni competenti, per l’attivazione in caso di necessità di piani di intervento a favore della popolazione vulnerabile.

Visita il sito del Ministero della Salute per avere maggiori informazioni sulle Ondate di Calore.

http://www.salute.gov.it/emergenzaCaldo

Leggi gli opuscoli per affrontare al meglio il troppo caldo.

Rischio Maremoto

Tutte le coste del Mediterraneo sono a rischio maremoto a causa dell’elevata sismicità e della presenza di numerosi vulcani attivi, emersi e sommersi. Negli ultimi mille anni, lungo le coste italiane, sono state documentate varie decine di maremoti, solo alcuni dei quali distruttivi. Le aree costiere più colpite sono quelle della Sicilia orientale, della Calabria, della Puglia e dell’arcipelago delle Eolie. Maremoti di modesta entità si sono registrati anche lungo le coste liguri, tirreniche e adriatiche. Le coste italiane possono inoltre essere raggiunte da maremoti generati in aree del Mediterraneo lontane dal nostro Paese (ad esempio a causa di un forte terremoto nelle acque della Grecia). Il territorio eugubino non presenta il rischio maremoto per ovvie ragioni, ma è bene sapere cosa aspettarsi e come comportarsi quando si è lontani da casa, magari in vacanza in località marittime nazionali e non. Imparare a prevenire e ridurre gli effetti del maremoto è un compito che riguarda tutti noi. Condividi quello che sai in famiglia, a scuola, con amici e colleghi: la diffusione di informazioni sul rischio maremoto è una responsabilità collettiva, a cui tutti dobbiamo contribuire. Cosa fare prima Conoscere l’ambiente in cui vivi, lavori o soggiorni è importante per reagire meglio in caso di emergenza: • chiedi informazioni ai responsabili locali della Protezione Civile sul piano di emergenza comunale, le zone pericolose, le vie e i tempi di evacuazione, la segnaletica da seguire e le aree di attesa da raggiungere in caso di emergenza; • informati sulla sicurezza della tua casa e dei luoghi che la circondano; • assicurati che la tua scuola o il luogo in cui lavori abbiano un piano di evacuazione e che vengano fatte esercitazioni periodiche; • preparati all’emergenza con la tua famiglia e fai un piano su come raggiungere le vie di fuga e le aree di attesa; • tieni pronta in casa una cassetta di pronto soccorso e scorte di acqua e cibo. Durante il Maremoto Se sei in spiaggia o in una zona costiera e riconosci almeno uno di questi fenomeni: • forte terremoto che hai percepito direttamente o di cui hai avuto notizia; • improvviso e insolito ritiro del mare, rapido innalzamento del livello del mare o grande onda estesa su tutto l’orizzonte; • rumore cupo e crescente che proviene dal mare, come quello di un treno o di un aereo a bassa quota. Allontanati e raggiungi rapidamente l’area vicina più elevata (per esempio una collina o i piani alti di un edificio). Avverti le persone intorno a te del pericolo imminente. Corri a piedi seguendo la via di fuga più rapida. Non usare l’automobile, potrebbe diventare una trappola. Se sei in mare potresti non accorgerti dei fenomeni che accompagnano l’arrivo di un maremoto, per questo è importante ascoltare sempre i comunicati radio:
  • se sei in barca e hai avuto notizia di un terremoto sulla costa o in mare, portati al largo;
  • se sei in porto abbandona la barca e mettiti al sicuro in un posto elevato.
Dopo il Maremoto
  • Rimani nell’area che hai raggiunto e scoraggia chi vuole tornare verso la costa: alla prima onda potrebbero seguirne altre più pericolose.
  • Assicurati delle condizioni di salute delle persone intorno a te e, se possibile, presta i primi soccorsi.
  • Rivolgiti alle autorità per capire quando lasciare il luogo in cui ti trovi e cosa fare.
  • Usa il telefono solo per reale necessità.
  • Se la tua abitazione è stata interessata dal maremoto, non rientrare prima di essere autorizzato.
  • Non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua e con i materiali trasportati dal maremoto: potrebbero essere contaminati. Non bere acqua del rubinetto.
Il maremoto può essere generato da un sisma o da attività vulcanica: informati, quindi, anche su cosa fare in caso di terremoto o eruzione.

Rischio Sanitario

Il rischio sanitario emerge ogni volta che si creano situazioni critiche che possono incidere sulla salute umana. Durante il periodo ordinario è importante la fase di pianificazione della risposta dei soccorsi sanitari in emergenza e la predisposizione di attività di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare in caso di rischio. In emergenza, vengono attivate le procedure di soccorso previste nei piani comunali e provinciali; il Dipartimento della Protezione Civile interviene quando le strutture locali non sono in grado di affrontare l’evento con le proprie risorse. Per organizzare i soccorsi in emergenza, il Dipartimento ha delineato nel 2001 i “Criteri di massima per l’organizzazione dei soccorsi nelle catastrofi”, a cui hanno fatto seguito nel 2003 i “Criteri di massima sulla dotazione dei farmaci e dei dispositivi medici per un Posto medico avanzato” e nel 2007 le “Procedure e modulistica del triage sanitario”, cioè la suddivisione dei pazienti per gravità e priorità di trattamento. Nel 2006 il Dipartimento ha pubblicato i “Criteri di massima sugli interventi psicosociali nelle catastrofi” per individuare obiettivi e schemi organizzativi comuni nell’assistenza psicologica e psichiatrica durante una catastrofe. Rientrano tra le attività connesse al rischio sanitario, anche i progetti psicosociali che hanno l’obiettivo di aiutare le persone a conoscere e affrontare i rischi del loro territorio, e a dare assistenza per il ritorno alle normali condizioni di vita. Da qualche anno il Dipartimento ha sviluppato un filone di attività dedicate in particolare al soccorso alle persone con disabilità con seminari, convegni, ed esercitazioni.

Rischio Vulcanico

Il vulcanismo in Italia deve la sua origine ad un ampio processo geologico che ha interessato tutta l’area mediterranea, legato alla convergenza tra la placca tettonica eurasiatica e quella africana. Il processo, iniziato 10 milioni di anni fa, contemporaneamente alla costruzione dei rilievi montuosi della catena appenninica, è dovuto allo scorrimento della placca africana sotto quella euroasiatica e alla conseguente formazione di aree caratterizzate da vulcanismo. È infatti in queste aree che, all’interno della terra, si realizzano le condizioni per la formazione dei magmi e per il loro trasporto verso la superficie. Sebbene meno frequenti e devastanti dei terremoti, le eruzioni vulcaniche rappresentano un forte rischio per le zone densamente popolate del territorio italiano. L’Italia, insieme all’Islanda, presenta la maggiore concentrazione di vulcani attivi in Europa ed è uno dei primi al mondo per numero di abitanti esposti a rischio vulcanico. Vulcani attivi o potenzialmente attivi interessano l’Italia meridionale con diverso grado di pericolosità. Chi vive o si trova in una zona vulcanica deve informarsi sul piano d’emergenza del proprio comune per poter adottare, in caso di eruzione, i comportamenti indicati dalle autorità di protezione civile e attuare correttamente le operazioni di evacuazione, se previste. Durante le fasi di crisi è facile che si diffondano notizie errate che possono ostacolare l’intervento di soccorso. Per questo, è importante seguire esclusivamente le indicazioni delle autorità di protezione civile diffuse attraverso la radio, le televisioni, la stampa quotidiana, internet e i numeri verdi attivati. In caso di eruzione è inoltre importante rispettare i divieti di accesso alle aree interessate. Avvicinarsi alle zone crateriche è pericoloso anche in assenza di attività eruttiva perchè fenomeni esplosivi improvvisi o emissioni di gas sono sempre possibili. Di seguito, alcune indicazioni specifiche. In caso di colate di lava Non avvicinarti a una colata di lava attiva anche quando defluisce regolarmente. Sono molto calde, sprigionano gas, possono dare luogo a rotolamenti di massi incandescenti e repentine esplosioni Anche dopo la fine dell’eruzione non camminare sulla superficie di una colata lavica. Le colate mantengono per anni il loro calore In caso di caduta di “bombe vulcaniche” Informati se la zona in cui ti trovi è soggetta a ricaduta di materiali grossolani. È un fenomeno altamente distruttivo per gli edifici che pertanto, in questi casi, non costituiscono un valido rifugio Prendi visione del piano di emergenza del tuo comune e preparati ad una eventuale evacuazione. L’allontanamento preventivo dall’area interessata è l’unica forma di difesa possibile In caso di caduta di ceneri vulcaniche La caduta di ceneri vulcaniche, anche per periodi prolungati, non costituisce un grave rischio per la salute. Tuttavia, la prolungata esposizione alle ceneri più sottili (meno di 10 micron) può provocare moderati disturbi all’apparato respiratorio. Inoltre, il contatto con gli occhi può causare congiuntiviti e abrasioni corneali. Pertanto, è opportuno prendere alcune precauzioni e assumere comportamenti idonei a ridurre l’esposizione, soprattutto per alcune categorie di soggetti: persone affette da malattie respiratorie croniche (asma, enfisema, ecc.); persone affette da disturbi cardiocircolatori; persone anziane e bambini.
  • Durante le fasi di caduta delle ceneri (o durante le giornate ventose se la cenere è già al suolo) è consigliabile rimanere in casa con le finestre chiuse o comunque uscire avendo cura di indossare una mascherina per la protezione dalle polveri e possibilmente occhiali antipolvere. Tali dispositivi di autoprotezione sono particolarmente indicati per le categorie a rischio sopra citate e per coloro che svolgono attività professionali all’aperto
  • In caso di contatto con gli occhi evitare di strofinarli, ma lavarli abbondantemente con acqua
  • Provvedere a rimuovere periodicamente le ceneri dai propri ambienti, avendo cura di bagnarne preventivamente la superficie, al fine di evitare il sollevamento e la risospensione delle parti più sottili. Durante queste operazioni indossare i suddetti dispositivi di autoprotezione
  • Provvedere a rimuovere periodicamente le ceneri accumulatesi sui tetti delle case, con l’ausilio di adeguati mezzi di sicurezza (ponteggi e imbracature), al fine di evitare un sovraccarico eccessivo sulle coperture e prevenire possibili crolli, nonché l’intasamento dei canali di gronda
  • Non disperdere le ceneri lungo le strade, ma raccoglierle in sacchetti da deporre nei punti di raccolta individuati dall’amministrazione comunale. Le ceneri infatti possono intasare le reti di smaltimento delle acque, le reti fognarie e costituire un pericolo per la circolazione stradale
  • Guidare con particolare prudenza nei tratti di strada coperti di cenere
  • Evitare l’uso di motocicli
  • La frutta e la verdura eventualmente ricoperte di cenere possono essere consumate dopo un accurato lavaggio
  • Gli animali da compagnia (cani, gatti, ecc.) dovrebbero essere tenuti in casa
  • La cenere vulcanica ingerita dagli animali al pascolo può provocare serie conseguenze sull’apparato digerente. Pertanto, in caso di abbondante caduta di ceneri, è consigliabile approvvigionare il bestiame con foraggio privo di ceneri.
In caso di emissioni gassose Evita di sostare o campeggiare in aree vulcaniche o inoltrarti in ambienti sotterranei. L’anidride carbonica è un gas inodore più pesante dell’aria e letale se in concentrazioni elevate Non pensare di essere al sicuro se sosti lontano dalla zona del cratere. Possono esserci emissioni di gas anche in aree più lontane. In caso di colate piroclastiche Preparati ad un’eventuale evacuazione. L’unica difesa da questo tipo di colate è l’allontanamento preventivo dall’area che potrebbe essere investita da questo fenomeno eruttivo. In caso di colate di fango Segui il piano di protezione civile che indica le aree di attesa e allontanati dalle zone a rischio. Le ceneri fini possono innescare pericolose colate di fango che si riversano lungo i corsi d’acqua.

Rischio Ambientale

Le diverse tipologie di inquinamento diventano di interesse per la protezione civile quando il rischio ambientale è connesso alla probabilità che si verifichi un evento provocato da un’alterazione repentina dei parametri fisico-chimici caratterizzanti le matrici ambientali acqua, aria e suolo, con ricadute immediate o a breve termine sulla salute della popolazione residente in una data area e tale da comportare l’adozione di misure emergenziali straordinarie.
Molte realtà del territorio nazionale hanno sperimentato o vivono situazioni tali da richiedere un intervento normativo a carattere d’urgenza per la tutela dell’incolumità pubblica. In questo ambito, il Dipartimento della Protezione Civile è sempre più spesso chiamato ad intervenire. Il Dipartimento è inoltre coinvolto, in ambito di bonifiche di siti contaminati, nella gestione dei SIN – Siti di Interesse Nazionale ovvero quelle aree individuate in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali. I Siti/Aree di Interesse Nazionale richiedono interventi urgenti ed interessano circa 316 comuni in tutte le regioni di italiane per circa 7 milioni di abitanti.

Rischio Industriale

La presenza sul territorio di stabilimenti industriali, che utilizzano o detengono sostanze chimiche per le loro attività produttive, espone la popolazione e l’ambiente circostante al rischio industriale. Un incidente industriale può, infatti, provocare danni alla popolazione e al territorio.
Gli effetti sulla salute umana in caso di esposizione a sostanze tossiche rilasciate nell’atmosfera durante l’incidente variano a seconda delle caratteristiche delle sostanze, della loro concentrazione, della durata d’esposizione e dalla dose assorbita. Gli effetti sull’ambiente sono legati alla contaminazione del suolo, dell’acqua e dell’atmosfera da parte delle sostanze tossiche. Gli effetti sulle cose riguardano principalmente i danni alle strutture. Una piena conoscenza di questi aspetti è la premessa indispensabile per ridurre il rischio industriale ai livelli più bassi possibili, prevenendo danni alla salute e all’ambiente. All’interno del Dipartimento della Protezione Civile l’attività di valutazione del fenomeno e dei suoi effetti compete al Servizio Rischio tecnologico. Il Servizio fa parte dell’Ufficio II – Rischi idrogeologici e antropici. In caso di Rischio Industriale, Cosa fare? Se abiti in una zona con stabilimenti industriali:
  • Informati dal Sindaco del tuo Comune se sono inseriti nell’elenco degli impianti a rischio per i quali è previsto un piano di emergenza in caso di incidente.
In caso di incidente industriale:
  • Quando il rischio di contaminazione è elevato le Autorità responsabili dell’emergenza possono ordinare l’evacuazione secondo il Piano di emergenza esterno prestabilito, che fornisce anche indicazioni relative alle modalità di allontanamento e ai luoghi di raccolta.
  • Segui le indicazioni contenute nelle schede di informazione alla popolazione distribuite dal sindaco per conoscere le misure di sicurezza da adottare e le norme di comportamento
  • Rifugiati in un luogo chiuso per ridurre l’esposizione alle sostanze tossiche emesse dallo stabilimento
  • Chiudi porte e finestre proteggendo gli spiragli con tessuti bagnati, spegni condizionatori ed aeratori evitando l’interscambio di aria con l’esterno
  • Presta attenzione alle informazioni date dalle autorità attraverso impianti megafonici, altri mezzi ed eventuali segnali: possono fornire utili indicazioni sulle misure da adottare e sulla situazione
  • Fino al cessato allarme, tieniti informato con la radio e la tv per seguire le indicazioni fornite dagli organi competenti sulle misure da adottare e sulla situazione in atto
  • Al cessato allarme, aera gli ambienti e resta sintonizzato sulle radio locali per seguire l’evoluzione del post-emergenza